| Filo Lungo Filo | Pubblicato sul n° 11 di "Magic Patch" - Alexandra Editrice |
"Filo lungo filo, un nodo si farà"
Villaggio Leumann, Corso Francia, 326 , Collegno (To)
Questa interessante manifestazione di arti tessili è ormai alla sua
ottava edizione e l’affluenza di
un
pubblico sempre più vasto, e da ogni parte d’ Italia, dice quanto essa
sia significativa.
Il Villaggio Leumann che la ospita è un frammento Liberty posto nel cuore
di Collegno, vicino a Torino. Il Cotonificio Leumann fu fondata da Napoleone
Leumann, un industriale svizzero, nella seconda metà dell’ottocento e
nel suo massimo sviluppo vide ben mille telai all’opera. Leumann, nello stile
dell’industriale paternalistico ed illuminato tipico dell’epoca, creò
accanto alla fabbrica un vero e proprio villaggio, con case circondate da giardinetti
per le maestranze e le loro famiglie, dirigenti, impiegati ed operai, convitto
per le giovani operaie, scuola, ufficio postale e piccola stazione ferroviaria.
Nel 1972 il cotonificio fu chiuso ed attualmente rimane attivo il settore di
Nobilitazione Tessile (Tintoria e Finissaggio) che lavora per altre industrie
piemontesi. Una parte dell’edificio dell’antica tessitura ora accoglie l’emporio
di abbigliamento femminile "Diffusione Tessile", il resto degli edifici è
gestito
dall’Associazione Amici della Tessitura Leumann.
E’ merito dell’Associazione se questo evento è alla sua ottava edizione
e se ogni anno si è sempre più arricchito di piccole e grandi
realtà, tutte preziose e che denotano un patrimonio italiano (ed internazionale)
di artigianato d’eccellenza ed artistico legato al tessile la cui diffusione
è capillare, dal Piemonte alla Sardegna, dalla Calabria al Veneto, dal
Friuli alla Toscana, alla Lombardia tutte le regioni hanno un proprio patrimonio
che non è un ricordo di passati splendori ma è ben vitale.
E’ un mondo di bellezza che vive grazie alla passione e all’abnegazione (è
il caso di dirlo) di operatori che continuano, con fatica e tenacia, un lavoro
che è anche ricerca e sperimentazione.
Molti gli
operatori e poche le istituzioni e tra queste è obbligo citare il progetto
provinciale interscolastico "Aracne: le vie della seta in Calabria"
che in provincia di Cosenza vede riuniti cinque istituti d’arte e licei artistici
operare con intelligenza e passione per la rinascita dell' arte dei setaioli
calabresi e che ha già dato vita a cinque cooperative di progettazione
e produzione del tessuto in seta calabrese. Un tessuto che lascia senza fiato
per la sua bellezza ed eleganza. Per un’incallita quilter come me pensare alla
sua applicazione nel nostro campo specifico mi è sembrata quasi doverosa.
Un’ area espositiva era dedicata all’ interessante ricerca laboratorio di telai
etnografici coordinata dalla maestra tessitrice ed artista tessile Paola Besana
di Milano e da un gruppo di sue allieve. Un mondo affascinante di strumenti
semplicissimi ma la cui duttilità stimola nuove, sorprendenti applicazioni.
Di fronte a quest’area vi era quella dedicata al Patchwork. Ebbene si, ho scoperto
che questa sorprendente Associazione considera il patchwork parte integrante
del patrimonio tessile internazionale e che già da tre anni, nei locali
di Corso Francia, Raffaella Gottardelli tiene corsi di vario livello.
L’impegno e la professionalità di Raffaella sono premiati dalla bellezza
dei lavori delle sue allieve, lavori molto vari, ricchi di tecniche, di colori
e tessuti coordinati in modo armonioso. La grande varietà di tessuti
mi sorprende un po’, e Raffaella un po’ sul serio e un po’ ridendo mi dice che
lei e le sue allieve sono grandi saccheggiatrici di mercati e che una parte
di questo bottino viene messo in comune nella "Straccioteca", dalla
quale ognuna può pescare ciò di cui ha bisogno.
E’ un esempio che andrebbe seguito, e che ci farebbe recuperare quella parte
dell’intima essenza del patchwork che, al di là dell’espressione artistica,
è sempre stato anche fonte di collaborazione ed amicizia.
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