Chi sono


Mi chiamo Valeria e sono nata a Ferrara nel 1948. Dal 1991 abito con Mario ad Angrogna, nel cuore delle Valli Valdesi.
Mario è medico di famiglia,

 

 
Mario

un lavoro che lo impegna molto, e i suoi hobby sono l'orticultura e il giardinaggio.Tutto quello che cresce tra le sue mani attente e gentili fiorisce, germoglia, aumenta...

più che un pollice verde ha tutte le dita verdi. Riesce a far talee anche con le piante più refrattarie ed a salvare anche quelle che qualche incauta/o pensa di regalare a me. Che è come ucciderle.

Orto Mario

Diciamo che siamo complementari perché se io sono completamente incapace di prendermi cura di ogni tipo di pianta (i ragazzi mi avevano soprannominata "diserbante") a me piace molto il processo della trasformazione, per cui fare da mangiare, sperimentare nuovi piatti ed inventarne mi diverte moltissimo.

Ho avuto anche una fase vegetariana che è stata ben sopportata in famiglia (allora Stefi e Checco erano ancora in casa) ma quando ho iniziato a sconfinare nel macrobiotico la mia piccola e fedele truppa si è ammutinata; gentilmente ma fermamente.

Così per consolarmi ho comperato il mio primo forno a microonde e l'universo degli elettrodomestici computerizzati mi ha spalancato le braccia. Meraviglioso! Da quello alla prima macchina da cucire elettronica il passo è stato breve... ed è un amore che aumenta nel tempo. E si espande, perché poi ho scoperto il computer, la stampante, lo scanner, la macchina fotografica digitale e se qualcuno mi può suggerire altro troverà in me un orecchio attento e benevolo. Oserei dire quasi affettuoso.

Anche il Patchwork era uno dei miei hobby preferiti. Era, perché da alcuni anni è diventato il mio lavoro. Ho iniziato nel 1980 quando un'amica inglese mi ha insegnato il Grand'ma Garden.

GrandMa

con la tecnica all'inglese (ovvio). Per molto tempo ho cucito esagoni a mano come forma di divertissement, senza mai creare oggetti di grandi dimensioni: copriteiere, coprilibri, borsette e piccoli arazzi da muro.
Devo dire anche poco trapuntati perché il trapunto a mano mi annoia terribilmente. Ero convinta che il Patchwork si dovesse fare solo a mano e consideravo eroiche le donne che riuscivano a fare una trapunta. Ma appunto mi limitavo ad ammirare le eroine, io continuavo sul mio facile cammino di multicolori esagoni imbastiti su carta che sgusciavano fuori da cassetti, scatole per il cucito, credenze, etc. A volte invece che sgusciare fuori per conto loro arrivava uno dei bimbi con un pacchetto multicolore che mi porgeva con aria felice: "ho trovato i tuoi esagoni rosa". O azzurri o gialli o verdi, a seconda di cosa avevo perso e da giorni cercavo affannosamente borbottando "ma li avevo messi qui!".
Poi nel '90 sono andata a Filadelfia a trovare Stefi e lì ho incontrato lo strip piecing, in un piccolo Jo-Ann Fabric. Sul momento non mi ha molto colpita, consideravo riga, rotella e base degli strani arnesi e questa tecnica veloce una specie di sottoprodotto del "vero" Patchwork; fortunatamente prima di tornare a casa oltre al solito "pieno" di stoffa mi sono comperata un bel po' di materiale, che poi ho iniziato ad usare, un po' per curiosità un po' per ammortizzare la spesa.
Ho imparato ad apprezzare le tecniche veloci un po' alla volta, non è stato un colpo di fulmine, la mia è una passione ragionata e meditata. A quanto pare una delle peggiori e più durature. Così un Corso tira l'altro e poi ho iniziato ad insegnare, un po' casualmente devo dire. Nel '96 è iniziata anche la mia collaborazione a riviste cosiddette "femminili": i primi 12 inserti mensili "Scuola di Patchwork" per la Cruna dell'Ago, da anni collaboro con le varie responsabili che si sono avvicendate nella Redazione della Newsletter di Quilt Italia .

Da due anni e mezzo sono approdata alla Redazione di Magic Patch www.Alexandra.it che di tutte è, in assoluto, la più bella esperienza professionale ed umana in questo non facile campo.Attualmente collaboro anche al Portale: www.Hobbydonna.it

I nostri due figli sono ormai adulti e fuori casa da un bel po'. Stefania detta Stefi è andata negli USA nel1985, doveva rimanerci sei mesi ed invece…

ora è cittadina americana e si è sposata con Kofi, un giovane e brillante scienziato di origine Ghanese e dopo sette anni

è nata Aba Giulia il mio bellissimo biscottino di zenzero: la bella tra le belle. Parola di nonna!

Oltre che moglie e mamma Stefi è infermiera, si è laureata in Florida ed ora si è riiscritta all'università per conseguire il Master. 

Francesco invece si è sposato nel 1996 e vive vicino a Venezia dove lavora nel settore alberghiero. E' sposato con Francesca, la nostra bella e cara "figlia-della-legge", e

ci hanno regalato un nipotino eccezionale: Giacomo.

 

Ecco, queste a grandi linee sono le cose che per me contano veramente: la mia famiglia, la mia chiesa (l'Esercito della Salvezza) e il mio lavoro, senza ordine di priorità perché ogniuna di queste è un dono del Signore e in ciascuna cerco di esprimere la mia vocazione. Finisco con la mia poesia preferita, di Elizabeth Ryan DeCoursey:

 

 La Vita è simile ad un Patchwork

In cui ogni giorno è un quadretto

Alcuni rosa radiosi e felici

Altri cupi e grigi.

Ma ogni quadretto pur piccino

ha un ordine suo

E cucito rimane al giusto suo posto

agli altri accanto.

Il Blocco della nostra vita è costruito

Pieno di sole e di pioggia.

Così sia il mio lavoro

nel Patchwork della Vita

Attraverso giorni piovosi

Attraverso giorni soleggiati

Confidando che al finire del mio Blocco

Il Maestro mi dirà "Ben Fatto!".


 

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